giovedì 9 febbraio 2012

nuova attività di gestione locativa immobiliare

“ProgettoAffitto” offre un servizio di gestione locativa immobiliare in grado di consentire al proprietario di un immobile, il quale desideri darlo in locazione, di massimizzare il proprio profitto, delegando al contempo l’impegno della ricerca di un inquilino, della gestione del contratto e della manutenzione dell’immobile. Mi preme sottolineare che non si tratta di un’attività di intermediazione immobiliare, la quale è propria delle agenzie, quanto piuttosto di un mandato per gestione locativa immobiliare dato dal proprietario al sottoscritto. Il servizio è reso nella massima trasparenza e non prevede anticipi in denaro in quanto viene svolto in parallelo al rapporto di locazione. Mi permetto di rappresentarLe nel dettaglio le prestazioni offerte da “ProgettoAffitto” del quale mi occupo che potrebbero essere di Suo gradimento: - ricerca dell’inquilino e gestione visite con gli interessati; - predisposizione del contratto di locazione con inventario degli arredi e corredi, registrazione dello stesso e denuncia in questura del conduttore; - consegna dell’immobile, gestione integrale dei rapporti con il conduttore, riscossione mensile del canone di locazione e presentazione delle bollette relative alle utenze per il pagamento; - coordinamento e supervisione degli interventi di manutenzione ordinaria dei locali, dell’arredo e del corredo, per guasto e per emergenza; - gestione dei rapporti con la amministrazione condominiale e partecipazione all’assemblea di condominio; - solleciti di pagamento e verifica dello stato dell’immobile al termine della locazione; - sistemazione dell’immobile libero - dall’imbiancatura alla sostituzione di parti ammalorate - e arredo - dal progetto alla installazione del mobilio -. Qualora riteneste il servizio utile al fine di massimizzare il profitto di una eventuale locazione del tuo immobile contattami Cordiali saluti arch. Edoardo Pagani http://www.facebook.com/ProgettoAffitto?sk=info

mercoledì 4 giugno 2008

cucu

ciao a tutti tanto per non far cadere nel dimenticatoio questo blog oggi ho trovato un po' di tempo. Vi confesso che a me i diari mi han sempre affascinato. Mi ricordo ancora ieri la maestra delle elementari che ci invitava a tenere un diario .....beh io lo tenevo si ma chiuso a parte la prima pagina dove avevo scritto tutto quello che avevo fatto durante il giorno. Purtroppo il secondo giorno non è che avessi combinato chissà quale novità da trascrivere e così inizio a prendere polvere.
Sull'utilità di tenere un diario? Beh non ci son dubbi visto Andreotti come si è sfangato da mille accuse proprio grazie ai diari anche se ci si domanda se quei diari siano stati creati dopo apposta o sono originali.
Sono sempre rimasto affascinato dalla costanza e dall'impegno che le persone ci mettono a tenere il diario perchè se nessuno mi contraddice il blog è un po' come un diario con poi un'amplificazione di optional, strumenti e soluzioni dovute al magico mondo di internet.
ora torno nella macchia
by by

venerdì 8 febbraio 2008

L'uomo ideale?

"....proviamo a supporre che sia possibile eliminare tutte le posizioni difensive della personalità. Come funzionerebbe una persona "sana"? Tutti gli impulsi fluirebbero dal cuore, dunque questa persona metterebbe il cuore in tutto quello che fa. Questo significa che ama fare tutto quello che fa, che sia lavoro, gioco o sesso. In tutte le situazioni sarebbe capace di partecipazione emotiva, le sue risposte avrebbero sempre una base di sentimento. Potrebbe essere arrabbiato, triste, spaventato o felice, seconda della situazione. Questi sentimenti rappresenterebbero delle situazioni genuine, perché non sarebbero contaminati da emozioni represse derivanti da esperienze infantili. Dato che il livello muscolare sarebbe libero da tensioni croniche, le azioni e i movimenti sarebbero aggraziati ed efficaci. Da un lato rifletterebbero i sentimenti e dall'altro sarebbero soggetti al controllo dell'io. Dunque sarebbero adeguati e coordinati. La qualità fondamentale della persona sarebbe l'agio, in quanto opposto al dis-agio; l'umore fondamentale sarebbe il benessere. Sarebbe felice o triste a seconda delle circostanze, ma in tutte le sue risposte sarebbe una persona spontanea e ricca di calore.
E' chiaro che sto parlando di un ideale. Se è vero che nessuno può raggiungere questo ideale, però nessuno ha il cuore talmente chiuso da non poterlo aprire provando almeno alcuni momenti di gioia. Quando il cuore è completamente chiuso al mondo smette di battere e la persona muore. E' triste però dover constatare quante sono le persone più morte che vive." Alexander Lowen

venerdì 25 gennaio 2008

Fotografia

Mi ritengo un fotografo amatoriale, da quando avevo 8 anni realizzo foto. Per molto tempo riprendevo solo le vacanze per immortalare la bellezza dei luoghi dove ero stato. Ho vissuto anche periodi in cui avevo il rigetto non volevo assolutamente fare foto e per un paio d'anni non ho mai fotografato durante le vacanze come se mi facesse perdere tempo o distrarre dal cogliere appieno la realtà che vivevo in quel momento. Poi è subentrata l'era digitale e con essa le immagini, le foto si sono quintuplicate, se prima avevi il buon senso di fare una sola foto cercando il punto di vista migliore, la luce adatta impiegando un po' di tempo per selezionare tempi diaframmi e profondità di campo. Oggi, scatti minimo 3 foto se il soggetto ti piace per essere sicuro che ti sia venuto bene evitando che sia mossa con la garanzia che poi con il pc la può sistemare. In pratica, lo sviluppo, mentre prima era per pochi o per i negozi di sviluppo e stampa, ora è alla portata di quasi tutti. In più oggi abbiamo la possibilità di fotografare con macchine digitali, cellulari, navigatori satellitari, agende elettroniche tra un po' avremo anche orologi e portachiavi. Insomma sembra che siamo arrivati alla somma filosofale "Fotografo ergo sum"
Ma la domanda è: perché fotografiamo? Ho una caterva di foto chiuse o salvate da qualche parte che non voglio eliminare ma che sono anni che non vado più a rivederle, per non parlare delle diapositive altissima qualità ma tra proiettore e telo mi passa subito la voglia, quelle potrei seppellirle e non sentirne al mancanza. Eppure il concetto più diffuso è di cogliere l'attimo per condividerlo o riviverlo in un secondo momento mentre per i professionisti è rendere l'arte del fotogramma per rivenderlo.
Fotografiamo l'attimo perchè non siamo in grado di viverlo appieno? Oppure è per quando torniamo a casa che vogliamo raccontare così bene dove samo stati che le foto ci aiutano a ricordare e a dare un senso che altrimenti a parole non i sembra di rendere giustizia ai luoghi visitati?