Mi ritengo un fotografo amatoriale, da quando avevo 8 anni realizzo foto. Per molto tempo riprendevo solo le vacanze per immortalare la bellezza dei luoghi dove ero stato. Ho vissuto anche periodi in cui avevo il rigetto non volevo assolutamente fare foto e per un paio d'anni non ho mai fotografato durante le vacanze come se mi facesse perdere tempo o distrarre dal cogliere appieno la realtà che vivevo in quel momento. Poi è subentrata l'era digitale e con essa le immagini, le foto si sono quintuplicate, se prima avevi il buon senso di fare una sola foto cercando il punto di vista migliore, la luce adatta impiegando un po' di tempo per selezionare tempi diaframmi e profondità di campo. Oggi, scatti minimo 3 foto se il soggetto ti piace per essere sicuro che ti sia venuto bene evitando che sia mossa con la garanzia che poi con il pc la può sistemare. In pratica, lo sviluppo, mentre prima era per pochi o per i negozi di sviluppo e stampa, ora è alla portata di quasi tutti. In più oggi abbiamo la possibilità di fotografare con macchine digitali, cellulari, navigatori satellitari, agende elettroniche tra un po' avremo anche orologi e portachiavi. Insomma sembra che siamo arrivati alla somma filosofale "Fotografo ergo sum"
Ma la domanda è: perché fotografiamo? Ho una caterva di foto chiuse o salvate da qualche parte che non voglio eliminare ma che sono anni che non vado più a rivederle, per non parlare delle diapositive altissima qualità ma tra proiettore e telo mi passa subito la voglia, quelle potrei seppellirle e non sentirne al mancanza. Eppure il concetto più diffuso è di cogliere l'attimo per condividerlo o riviverlo in un secondo momento mentre per i professionisti è rendere l'arte del fotogramma per rivenderlo.
Fotografiamo l'attimo perchè non siamo in grado di viverlo appieno? Oppure è per quando torniamo a casa che vogliamo raccontare così bene dove samo stati che le foto ci aiutano a ricordare e a dare un senso che altrimenti a parole non i sembra di rendere giustizia ai luoghi visitati?
Ma la domanda è: perché fotografiamo? Ho una caterva di foto chiuse o salvate da qualche parte che non voglio eliminare ma che sono anni che non vado più a rivederle, per non parlare delle diapositive altissima qualità ma tra proiettore e telo mi passa subito la voglia, quelle potrei seppellirle e non sentirne al mancanza. Eppure il concetto più diffuso è di cogliere l'attimo per condividerlo o riviverlo in un secondo momento mentre per i professionisti è rendere l'arte del fotogramma per rivenderlo.
Fotografiamo l'attimo perchè non siamo in grado di viverlo appieno? Oppure è per quando torniamo a casa che vogliamo raccontare così bene dove samo stati che le foto ci aiutano a ricordare e a dare un senso che altrimenti a parole non i sembra di rendere giustizia ai luoghi visitati?


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