venerdì 25 gennaio 2008

Fotografia

Mi ritengo un fotografo amatoriale, da quando avevo 8 anni realizzo foto. Per molto tempo riprendevo solo le vacanze per immortalare la bellezza dei luoghi dove ero stato. Ho vissuto anche periodi in cui avevo il rigetto non volevo assolutamente fare foto e per un paio d'anni non ho mai fotografato durante le vacanze come se mi facesse perdere tempo o distrarre dal cogliere appieno la realtà che vivevo in quel momento. Poi è subentrata l'era digitale e con essa le immagini, le foto si sono quintuplicate, se prima avevi il buon senso di fare una sola foto cercando il punto di vista migliore, la luce adatta impiegando un po' di tempo per selezionare tempi diaframmi e profondità di campo. Oggi, scatti minimo 3 foto se il soggetto ti piace per essere sicuro che ti sia venuto bene evitando che sia mossa con la garanzia che poi con il pc la può sistemare. In pratica, lo sviluppo, mentre prima era per pochi o per i negozi di sviluppo e stampa, ora è alla portata di quasi tutti. In più oggi abbiamo la possibilità di fotografare con macchine digitali, cellulari, navigatori satellitari, agende elettroniche tra un po' avremo anche orologi e portachiavi. Insomma sembra che siamo arrivati alla somma filosofale "Fotografo ergo sum"
Ma la domanda è: perché fotografiamo? Ho una caterva di foto chiuse o salvate da qualche parte che non voglio eliminare ma che sono anni che non vado più a rivederle, per non parlare delle diapositive altissima qualità ma tra proiettore e telo mi passa subito la voglia, quelle potrei seppellirle e non sentirne al mancanza. Eppure il concetto più diffuso è di cogliere l'attimo per condividerlo o riviverlo in un secondo momento mentre per i professionisti è rendere l'arte del fotogramma per rivenderlo.
Fotografiamo l'attimo perchè non siamo in grado di viverlo appieno? Oppure è per quando torniamo a casa che vogliamo raccontare così bene dove samo stati che le foto ci aiutano a ricordare e a dare un senso che altrimenti a parole non i sembra di rendere giustizia ai luoghi visitati?

lunedì 21 gennaio 2008

Foto

Ciao a tutti vi informo di una novità sul mio blog!!!! In fondo troverete Foto un link collegato ad una raccolta di mie foto. E andate avanti a leggermi di seguito troverete il nuovo post sulle strade!!
Un abbraccio a tutti

La strada

Oggi mentre ero in macchina, come spesso mi capita, riflettevo sulle strade in generale dai vicoli alle vie, viali fino alle autostrade e sul loro stato di fruibilità da parte degli uomini. La letteratura urbana definisce la strada sia come infrastruttura, rete di comunicazione e come un non luogo. Si perché la strada non è vivibile non ci si può soggiornarvi mettere un tavolino e giocare a carte per questo viene definito un non luogo dove l'essere umano non può abitare ne usufruire, la può attraversare o percorrere con un mezzo.
Quindi l'uomo dovrebbe odiare le strade tutti i giorni non soltanto il sabato o sotto natale, dovrebbe cercare un modo per togliere le strade, farle sparire sotterrarle e invece ne andiamo a fare sempre di +, sempre + grandi. Il caso che a parer mio sottolinea la sua qualifica di non luogo di mancanza di relazione con la vita umana anzi quasi di odio verso i pedoni. Il caso è quando nevica, infatti, abbiamo creato gli spazzaneve che puliscono le strade e quando passano dove mettono la neve? Sopra i marciapiedi rendendo la vita impossibile ai pedoni. Lo facciamo per una sicurezza stradale intanto i pedoni devono andare con le racchette ai piedi oppure rischiare l'osso del collo.
La strada uccide ogni anno migliaia di vite senza contare poi le persone che restano gravemente mutilate o con danni irreparabili. Sulla strada trovano la morte migliaia di animali. Non ho consultato indagini, statistiche o rapporti che mi possano dare cifre esatte ma non sarei sorpreso se le strade facessero + vittime di qualche virus o strana malattia. Sicuramente fa + vittime all'anno della meningite eppure a tutti è venuto in mente chi poi l'ha fatto chi no di vaccinarsi contro la meningite. Sarà il caso di vaccinarsi anche contro la "stradite"?

giovedì 17 gennaio 2008

2008

Ciao a tutti, no non ho abbandonato il mio blog volevo scrivere al primo per fare gli auguri di buon anno a tutti purtroppo ero via fino al cinque, al 6 ho iniziato a cercare freneticamente un nuovo posto di lavoro. Di tanto in tanto pensavo a quello che potevo scrivere ma poi non trovavo mai il tempo di scriverci 4 parole.
Sto vivendo un periodo strano provo un senso di libertà incredibile dove ogni strada può essere percorsa, dove non ho capi ne sottoposti, dove non ho clienti ma al tempo stesso si prova un senso di responsabilità e di doveri per poter mantenere tale libertà come fare. Taac partono una serie di ragionamenti e a volte mi torna in mente la storia di un uomo in Africa che era stato rinchiuso in prigione senza un giusto motivo e senza processo e lì in quelle celle sporche sovraffollate dove la disperazione va a braccetto con la miseria lui aveva trovato Dio e un senso di pace e di libertà. Un controsenso incredibile nel luogo antitesi della libertà lui l'aveva trovata lì.
Perchè alla fine la libertà è dentro di noi anche se ci ostiniamo ad andarla a cercare altrove...