Sabato scorso ero a Milano andavo a presenziare ad un fantastico corso sulla bioarchitettura. Per non stuzzicare il sindaco di Milano a mettere il pedaggio per entrare nella sua metropoli, ho deciso di parcheggiare l'auto a Lampugnano e proseguire coi mezzi pubblici, tanto per essere un pochino coerente col protocollo di Kyoto e diminuire così l'emissione dei gas nocivi. Era da un po' che non salivo su una carrozza della metropolitana e devo dire che quella volta ho raggiunto uno stato di comunione con l'umanità.
Strano descrivere ciò che ho provato ma ho come percepito la fratellanza, l'essere tutti uguali e al tempo stesso così diversi nella propria cultura, origine, colore della pelle, lingua. Già, oggi come oggi se vuoi vedere se una città è diventata multietnica basta prendere un mezzo pubblico e vedere quanti sono i connazionali e quanti gli stranirei.
Buffo vedere come tanti individui racchiusi in uno spazio angusto si mettano a fare di tutto fuorché mettersi a parlare col vicino che non conoscono, si mettono perfino a guardare fuori dal finestrino!!! Nelle gallerie buie del metrò! Ma cosa cazzo c'è da vedere?
Eppure io lì ho respirato la diversità delle culture e la ricchezza della varietà della gente, ogni persona è unica perché porta con se un bagaglio di conoscenze, di esperienze, di aneddoti, di storia contemporanea e di consigli che forse anziché far finta di non vedere sarebbe bello ascoltare. Sono sicuro che ciascuno avrebbe potuto raccontare qualcosa di se e forse si sarebbe raccolto tanto materiale da poter scrivere un libro. La metropolitana è una risorsa umana incredibile e non ce ne rendiamo conto anzi la gente si annoia perché è di fretta e si stufa ad aspettare così la farciscono con la pubblicità, ultimamente ho visto che stan crescendo i video di sola pubblicità che rapiscono le menti per evitare che uno annoiato si metta a parlare col vicino e scopra cose interessanti. E infine per dare un'idea vaga di fratellanza c'è la vocina che dice "Si avvisa la clientela della presenza di borseggiatori abbiate cura delle vostre borse e portafogli". Così tutti iniziano a tastarsi il luogo dove hanno il portafoglio e i ladri si fanno un'idea di dove andare a colpo sicuro eh eh. In più la gente inizia ad aver paura che il vicino sia un borseggiatore o peggio ancora che dentro lo zaino di qualche extracomunitario si nasconda la rivendicazione a ingiustizie o torti subiti nel suo paese natale. Tutti presupposti per evitare gli altri.
Mentre viaggiavo in metro ho avuto questo pensiero l'uomo ha bisogno di stimoli per tirare fuori la sua parte migliore e andare verso l'altro altrimenti rimane lì in letargo in attesa di qualcosa. E penso a quelle immagini che i telegiornali trasmettevano mesi fa sugli attentati, da quello alla metropolitana, alle torri gemelle dove uomini qualunque come quelli che viaggiavano con me quel giorno in metrò aiutavano altri uomini feriti o bisognosi senza paura di regalare parole rincuoranti o di sporcarsi le mani per aiutare il prossimo. Allora la mia domanda è perché bisogna attendere una tragedia o cmq un forte stimolo per andare incontro al prossimo ed aiutarlo?
Strano descrivere ciò che ho provato ma ho come percepito la fratellanza, l'essere tutti uguali e al tempo stesso così diversi nella propria cultura, origine, colore della pelle, lingua. Già, oggi come oggi se vuoi vedere se una città è diventata multietnica basta prendere un mezzo pubblico e vedere quanti sono i connazionali e quanti gli stranirei.
Buffo vedere come tanti individui racchiusi in uno spazio angusto si mettano a fare di tutto fuorché mettersi a parlare col vicino che non conoscono, si mettono perfino a guardare fuori dal finestrino!!! Nelle gallerie buie del metrò! Ma cosa cazzo c'è da vedere?
Eppure io lì ho respirato la diversità delle culture e la ricchezza della varietà della gente, ogni persona è unica perché porta con se un bagaglio di conoscenze, di esperienze, di aneddoti, di storia contemporanea e di consigli che forse anziché far finta di non vedere sarebbe bello ascoltare. Sono sicuro che ciascuno avrebbe potuto raccontare qualcosa di se e forse si sarebbe raccolto tanto materiale da poter scrivere un libro. La metropolitana è una risorsa umana incredibile e non ce ne rendiamo conto anzi la gente si annoia perché è di fretta e si stufa ad aspettare così la farciscono con la pubblicità, ultimamente ho visto che stan crescendo i video di sola pubblicità che rapiscono le menti per evitare che uno annoiato si metta a parlare col vicino e scopra cose interessanti. E infine per dare un'idea vaga di fratellanza c'è la vocina che dice "Si avvisa la clientela della presenza di borseggiatori abbiate cura delle vostre borse e portafogli". Così tutti iniziano a tastarsi il luogo dove hanno il portafoglio e i ladri si fanno un'idea di dove andare a colpo sicuro eh eh. In più la gente inizia ad aver paura che il vicino sia un borseggiatore o peggio ancora che dentro lo zaino di qualche extracomunitario si nasconda la rivendicazione a ingiustizie o torti subiti nel suo paese natale. Tutti presupposti per evitare gli altri.
Mentre viaggiavo in metro ho avuto questo pensiero l'uomo ha bisogno di stimoli per tirare fuori la sua parte migliore e andare verso l'altro altrimenti rimane lì in letargo in attesa di qualcosa. E penso a quelle immagini che i telegiornali trasmettevano mesi fa sugli attentati, da quello alla metropolitana, alle torri gemelle dove uomini qualunque come quelli che viaggiavano con me quel giorno in metrò aiutavano altri uomini feriti o bisognosi senza paura di regalare parole rincuoranti o di sporcarsi le mani per aiutare il prossimo. Allora la mia domanda è perché bisogna attendere una tragedia o cmq un forte stimolo per andare incontro al prossimo ed aiutarlo?


Nessun commento:
Posta un commento