L'altro giorno ho ritrovato una biglia di vetro verde con cui giocavo da piccolo. All'età di 12 mi aveva ispirato l'inizio per una storia da scrivere in un libro. Immaginavo la biglia verde magica con la funzione di passaporta per trasportare in un mondo fantastico il protagonista, un giovane ragazzo che attraverso mille pericoli e peripezie avrebbe salvato qualcosa o qualcuno dal solito pericolo di morte o fine ingloriosa dovuta al malvagio di turno. Il protagonista sarebbe diventato + maturo e avrebbe incontrato numerosi amici che nell'occasione giusta lo sfangavano da pericoli, prove e problemi con nemici. Per immaginarmi questo mondo fantastico avevo iniziato ad immaginarmi la mappa del terreno su cui si sarebbero svolti i fatti. Perché come amante del genere avventura fantasy ho letto J.R.R.Tolkien (per chi non lo sapesse lo scrittore de "Il signore degli Anelli) nell'ultima pagina c'è la cartina ove si svolgono i fatti che va raccontando in modo che il lettore possa seguire meglio la storia. Così ho iniziato a trasformare la mia camera in un mondo fantastico: la libreria diventava la montagna da scalare dove avrebbe trovato il sapere, la scrivania con il pc era la collina delle finestre per andare in altri mondi, il centro della stanza era diventato il deserto da percorrere per giungere da un posto all'altro, lo scendiletto era divenuto una palude impervia e pericolosa....ecc. Alla fine avevo tutto mi mancavano i personaggi chissà forse quando andrò in pensione mi metterò a scrivere questo libro e spero di fare 1/3 della fortuna che ha fatto la Rowling.
domenica 30 settembre 2007
martedì 18 settembre 2007
cavallo di troia

Stavo leggendo un libro che raccontava per l'ennesima volta in maniera originale l'Iliade con la presa di Troia, si vede che Omero non è riuscito bene a rendere il racconto! Quello che mi ha colpito è stato il trucco per ingannare i troiani, il famoso cavallo di troia. Una soluzione che ancora oggi si usa dovunque dai virus che prendono il nome di trojan, alle medicine intelligenti che si nascondono in vettori tipo virus, batteri e un domani saranno nano tecnologie per arrivare alla parte malata.Dalla criptografia agli alimenti ogm di cui però ignoriamo ancora che cosa contengano per il ns futuro. Ma anche contrabbandieri usavano questo trucco, usano macchine anziché cavalli di legno e quando vengono fermati non c'è nulla oppure c'è altro. Tanto semplice quanto banale ma geniale, far passare una cosa per un'altra con all'interno una sorpresa. Se vogliamo anche un ovetto kinder si rifà alla stessa tecnica solo che qui il cavallo non è di legno ma di cioccolato e lo scopo è quello di far arricchire le multinazionali e perché no i dentisti. Riuscirò mai a inventare il mio cavallo i troia? Magari per scopi benefici
lunedì 17 settembre 2007
Memo

Venerdì pomeriggio ero alle prese con il pagamento di 70 foto stampate 20x30 e per sborsare la fantastica somma di 150€ sono ricorso al pago bancomat. Era nuovo di zecca così come il codice pin che per la paura di dimenticarlo e di fare una "figuraccia" davanti al negoziante in due secondi ho imparato la sequenza corretta di 5 cifre. Che strani i meccanismi della memoria io son sempre stato un bastian cuntrari alle elementari quando mi dicevano che la poesia da imparare era difficile ci mettevo 5 secondi e così per quelle "facili" morire se riuscivo ad impararle in 2 ore.... Esistono persone che riescono a memorizzare miliardi di informazioni e non credo siano fenomeni da baraccone ma che questa sia la potenzialità di ciascuno di noi solo che cambia il metodo e l'allenamento. E qui viene il dubbio ma tutte queste agende agendine, palmari, cellulari con l'agenda, blocnote, anche windows ha il blocco note (sarebbe curioso sapere in quanti lo usano) google ha inventato un sacco di gadget da installare sul pc tra cui i post-it virtuali che li attacchi dentro al monitor e non più sul bordo. Ma tutti questi ausili aiutano o no la memoria? A scuola per anni,vi dico la verità, ho provato a non usare il diario e in effetti la vita era migliore mi dimenticavo di fare un mucchio di compiti e mi ritrovavo con un sacco di tempo libero eheh. Quindi la mia conclusione è che servono si eccome.
domenica 16 settembre 2007
Metro
Sabato scorso ero a Milano andavo a presenziare ad un fantastico corso sulla bioarchitettura. Per non stuzzicare il sindaco di Milano a mettere il pedaggio per entrare nella sua metropoli, ho deciso di parcheggiare l'auto a Lampugnano e proseguire coi mezzi pubblici, tanto per essere un pochino coerente col protocollo di Kyoto e diminuire così l'emissione dei gas nocivi. Era da un po' che non salivo su una carrozza della metropolitana e devo dire che quella volta ho raggiunto uno stato di comunione con l'umanità.
Strano descrivere ciò che ho provato ma ho come percepito la fratellanza, l'essere tutti uguali e al tempo stesso così diversi nella propria cultura, origine, colore della pelle, lingua. Già, oggi come oggi se vuoi vedere se una città è diventata multietnica basta prendere un mezzo pubblico e vedere quanti sono i connazionali e quanti gli stranirei.
Buffo vedere come tanti individui racchiusi in uno spazio angusto si mettano a fare di tutto fuorché mettersi a parlare col vicino che non conoscono, si mettono perfino a guardare fuori dal finestrino!!! Nelle gallerie buie del metrò! Ma cosa cazzo c'è da vedere?
Eppure io lì ho respirato la diversità delle culture e la ricchezza della varietà della gente, ogni persona è unica perché porta con se un bagaglio di conoscenze, di esperienze, di aneddoti, di storia contemporanea e di consigli che forse anziché far finta di non vedere sarebbe bello ascoltare. Sono sicuro che ciascuno avrebbe potuto raccontare qualcosa di se e forse si sarebbe raccolto tanto materiale da poter scrivere un libro. La metropolitana è una risorsa umana incredibile e non ce ne rendiamo conto anzi la gente si annoia perché è di fretta e si stufa ad aspettare così la farciscono con la pubblicità, ultimamente ho visto che stan crescendo i video di sola pubblicità che rapiscono le menti per evitare che uno annoiato si metta a parlare col vicino e scopra cose interessanti. E infine per dare un'idea vaga di fratellanza c'è la vocina che dice "Si avvisa la clientela della presenza di borseggiatori abbiate cura delle vostre borse e portafogli". Così tutti iniziano a tastarsi il luogo dove hanno il portafoglio e i ladri si fanno un'idea di dove andare a colpo sicuro eh eh. In più la gente inizia ad aver paura che il vicino sia un borseggiatore o peggio ancora che dentro lo zaino di qualche extracomunitario si nasconda la rivendicazione a ingiustizie o torti subiti nel suo paese natale. Tutti presupposti per evitare gli altri.
Mentre viaggiavo in metro ho avuto questo pensiero l'uomo ha bisogno di stimoli per tirare fuori la sua parte migliore e andare verso l'altro altrimenti rimane lì in letargo in attesa di qualcosa. E penso a quelle immagini che i telegiornali trasmettevano mesi fa sugli attentati, da quello alla metropolitana, alle torri gemelle dove uomini qualunque come quelli che viaggiavano con me quel giorno in metrò aiutavano altri uomini feriti o bisognosi senza paura di regalare parole rincuoranti o di sporcarsi le mani per aiutare il prossimo. Allora la mia domanda è perché bisogna attendere una tragedia o cmq un forte stimolo per andare incontro al prossimo ed aiutarlo?
Strano descrivere ciò che ho provato ma ho come percepito la fratellanza, l'essere tutti uguali e al tempo stesso così diversi nella propria cultura, origine, colore della pelle, lingua. Già, oggi come oggi se vuoi vedere se una città è diventata multietnica basta prendere un mezzo pubblico e vedere quanti sono i connazionali e quanti gli stranirei.
Buffo vedere come tanti individui racchiusi in uno spazio angusto si mettano a fare di tutto fuorché mettersi a parlare col vicino che non conoscono, si mettono perfino a guardare fuori dal finestrino!!! Nelle gallerie buie del metrò! Ma cosa cazzo c'è da vedere?
Eppure io lì ho respirato la diversità delle culture e la ricchezza della varietà della gente, ogni persona è unica perché porta con se un bagaglio di conoscenze, di esperienze, di aneddoti, di storia contemporanea e di consigli che forse anziché far finta di non vedere sarebbe bello ascoltare. Sono sicuro che ciascuno avrebbe potuto raccontare qualcosa di se e forse si sarebbe raccolto tanto materiale da poter scrivere un libro. La metropolitana è una risorsa umana incredibile e non ce ne rendiamo conto anzi la gente si annoia perché è di fretta e si stufa ad aspettare così la farciscono con la pubblicità, ultimamente ho visto che stan crescendo i video di sola pubblicità che rapiscono le menti per evitare che uno annoiato si metta a parlare col vicino e scopra cose interessanti. E infine per dare un'idea vaga di fratellanza c'è la vocina che dice "Si avvisa la clientela della presenza di borseggiatori abbiate cura delle vostre borse e portafogli". Così tutti iniziano a tastarsi il luogo dove hanno il portafoglio e i ladri si fanno un'idea di dove andare a colpo sicuro eh eh. In più la gente inizia ad aver paura che il vicino sia un borseggiatore o peggio ancora che dentro lo zaino di qualche extracomunitario si nasconda la rivendicazione a ingiustizie o torti subiti nel suo paese natale. Tutti presupposti per evitare gli altri.
Mentre viaggiavo in metro ho avuto questo pensiero l'uomo ha bisogno di stimoli per tirare fuori la sua parte migliore e andare verso l'altro altrimenti rimane lì in letargo in attesa di qualcosa. E penso a quelle immagini che i telegiornali trasmettevano mesi fa sugli attentati, da quello alla metropolitana, alle torri gemelle dove uomini qualunque come quelli che viaggiavano con me quel giorno in metrò aiutavano altri uomini feriti o bisognosi senza paura di regalare parole rincuoranti o di sporcarsi le mani per aiutare il prossimo. Allora la mia domanda è perché bisogna attendere una tragedia o cmq un forte stimolo per andare incontro al prossimo ed aiutarlo?
lunedì 10 settembre 2007
I PONTI
Era sabato sera ora di cena. Mi stavo dirigendo verso la sagra della polenta a Fosseno di Nebbiuno sul Lago Maggiore, zona Arona. Ad un tratto mi imbatto in un bellissimo ponte in ferro e lì, sarà stata la fame o la sete o l'aria lacustre, ho scoperto che il ponte mi affascina è un elemento straordinario,complesso ma anche un concetto dalle incredibili portate. Se si prova a riflettere si scopre che il ponte è un pass, permette di superare un ostacolo senza troppe difficoltà dal fiume, alla gola profonda a uno stretto o ad un viadotto. Non solo ha la funzione di fare superare un ostacolo ma anche quella di avvicinare due realtà, due persone che si incontrerebbero raramente per via dell'ostacolo. E' un amico che ti aiuta a superare un ostacolo e ti avvicina ad una nuova realtà e quante volte gli amici hanno fatto questo per me nei momenti più tristi o difficili della vita.
domenica 2 settembre 2007
Domani si ricomincia! Dopo due magnifiche settimane in Portogallo e una settimana a casa, tanto per riprendermi da quei magnifici 2500Km di strada portoghesi, ritorno a lavorare. Come sempre uno è convinto che le vacanze servano per rigenerarsi per "ricaricare le batterie" e invece no, vi assicuro, se potessi me ne ripartirei seduta stante in cerca di quel mistico carica batterie per corpo umano che ahime non ho trovato in Portogallo.
Il primo giorno di lavoro scopri che la vacanza alla fine è un danno ti sei scordato quasi metà degli obiettivi che avevi lasciato in sospeso ".....quando torno dalle vacanze lo faccio!!" eh eh. Devi recuperare i ritmi di lavoro perchè quelli da vacanza vanno bene solo a da Napoli in giù eh eh.
Il primo giorno di lavoro scopri che la vacanza alla fine è un danno ti sei scordato quasi metà degli obiettivi che avevi lasciato in sospeso ".....quando torno dalle vacanze lo faccio!!" eh eh. Devi recuperare i ritmi di lavoro perchè quelli da vacanza vanno bene solo a da Napoli in giù eh eh.
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